Affidamento familiare

L’affido è uno strumento di tutela temporanea rivolto a minori che, per diverse ragioni, non possono vivere temporaneamente con la propria famiglia di origine. Esso consiste nell’aiutare una famiglia ad attraversare un periodo difficile e/o una situazione di particolare avversità, garantendo la continuità affettiva, educativa e sociale dei figli, attraverso un insieme di accordi collaborativi fra famiglie affidatarie e altri soggetti che nel territorio si occupano della cura e della protezione dei bambini e del sostegno alle famiglie.
Il servizio di affidamento familiare dei minori è attivo a livello di Ambiti Territoriali e garantito, nell’applicazione, dal quadro normativo di riferimento vigente a livello nazionale, dall’attuazione di linee guida nazionali e regionali e dalla destinazione di fondi ad hoc che ne assicura l’applicazione su tutto il territorio regionale.

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Cosa è l’affido familiare dei minori?

L’affidamento familiare, generalmente, è un intervento di breve e medio periodo rivolto soprattutto a famiglie in particolare difficoltà nella cura e nell’educazione dei figli. Le diverse tipologie di affidamento familiare si pongono in correlazione alla finalità di riunificazione del bambino con la propria famiglia. La legge sancisce il diritto del minore a crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia d’origine e, solo nei casi in cui la famiglia naturale non sia in grado di provvedere adeguatamente alla crescita e all’educazione dei figli, prevede l’applicazione degli istituti dell’affido familiare e dell’adozione. L’affido rappresenta, dunque, un intervento di aiuto e sostegno temporaneo per una durata massima di 24 mesi. I minori, temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo, possono essere affidati a una famiglia o a una persona singola, in grado di assicurare loro la cura, il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui hanno bisogno.

La pluralità di modalità in cui si articola l’affidamento familiare corrisponde sempre alla necessità di dare risposte adeguate e appropriate ai differenti bisogni del bambino e della sua famiglia; le diverse tipologie di affidamento familiare si pongono in un continuum e fanno comunque riferimento alla programmazione della finalità di riunificazione del bambino con la propria famiglia. Si promuovono e sostengono forme di affidamento che non implicano la separazione del bambino dalla sua famiglia: dalle varie forme di solidarietà inter-familiare e/o vicinanza solidale fino all’affidamento familiare diurno o residenziale part time.

A chi è rivolto il servizio?

Il servizio di affido è rivolto a minori che, per motivi temporanei o permanenti, non possono vivere con la propria famiglia di origine. Le situazioni che possono rendere necessario l’affido includono, ad esempio:

  • difficoltà familiari temporanee dovute a crisi, malattie o disagio socioeconomico;
  • situazioni di rischio o trascuratezza che ne compromettano la sicurezza e il benessere;
  • minori in attesa di un progetto di reinserimento familiare o di adozione.

Parallelamente, il servizio è rivolto a famiglie affidatarie, cioè nuclei disposti a prendersi cura temporaneamente di un minore, offrendo accoglienza, sostegno educativo e continuità affettiva, in collaborazione con i servizi sociali.

La legge nazionale prevede misure di sostegno a favore della famiglia affidataria, che possono comprendere anche un rimborso spese per interventi di cura e di particolare rilevanza per il progetto di affido. È previsto anche un contributo mensile alla famiglia, indipendentemente dalle sue condizioni reddituali, quale riconoscimento per l’impegno sociale svolto.

Ci sono due tipi di affido: consensuale, disposto dai servizi sociali del comune, o giudiziale, disposto dal Tribunale per i minorenni. Sono coinvolti nell’affido: i Servizi sociali del comune di residenza del minore, i Servizi sanitari, il Tribunale per i Minorenni, in caso di affido giudiziale, e i centri affidi presenti sul territorio. La Regione Sardegna attraverso l’art. 25 bis della LR 23/2005, nei limiti dello stanziamento disponibile, finanzia l’affido etero-familiare di minori, disposto dall’autorità giudiziaria quale azione alternativa all’istituzionalizzazione e finalizzata al mantenimento del rapporto del minore con la famiglia di origine.

Cosa è necessario fare per accedere al servizio?

Per accedere al servizio di affido, sia come minore da tutelare sia come famiglia affidataria, è necessario rivolgersi ai servizi sociali del proprio Comune o Ambito territoriale (PLUS).

Le principali fasi sono:

  1. Informazione e orientamento
    • I servizi sociali forniscono tutte le informazioni sul percorso di affido, i requisiti, le tipologie (affido familiare, a breve termine, a lungo termine) e gli impegni previsti.
  2. Valutazione dei requisiti
    • Per le famiglie interessate a diventare affidatarie, viene svolta una valutazione delle capacità educative, delle risorse familiari e delle motivazioni, attraverso colloqui e incontri formativi.
  3. Formazione e preparazione
    • Le famiglie selezionate partecipano a percorsi formativi obbligatori per comprendere le esigenze dei minori affidati e il ruolo dell’affido.
  4. Accoglienza e progetto individuale
    • L’affido viene attivato solo dopo la stesura di un progetto individuale condiviso tra servizi sociali, famiglia di origine e famiglia affidataria.
    • Durante l’affido, i servizi sociali assicurano supervisione, supporto e monitoraggio del percorso.

L’organizzazione dei servizi sociali per la protezione e cura dei cittadini di minore età è di spettanza degli enti locali. Il servizio sociale territoriale è responsabile del Progetto dei bambini e delle famiglie. La titolarità del progetto è in capo al Comune. I Comuni interessati possono presentare la domanda di finanziamento straordinario alla Direzione generale delle politiche sociali. L’istruttoria è di competenza del Servizio politiche per la famiglia e l’inclusione sociale della stessa Direzione generale.

I centri affidi in Sardegna

I centri affidi attivati presso il territorio regionale sono dislocati presso i PLUS di:

Cagliari, Area Ovest, Iglesias, Olbia, Oristano, Quartu Parteolla, Ozieri, Sassari.

Tavolo regionale per l’affido familiare della Sardegna

La Regione Autonoma della Sardegna ha istituito un Tavolo di lavoro regionale sull’affido familiare dei minori con l’obiettivo di aggiornare e rilanciare il sistema di affidamento familiare nell’Isola e di definire nuove linee guida regionali per la disciplina e l’organizzazione dell’affido. Il Tavolo è previsto dalla Deliberazione della Giunta regionale n. 22/31 del 23 aprile 2025 ed è finalizzato a rafforzare la tutela dei minori e il sostegno alle famiglie nell’ambito dei processi di affidamento. Esso rappresenta uno spazio strategico di confronto e programmazione per rafforzare le politiche di tutela dei minori, promuovere l’affido come strumento prioritario rispetto all’istituzionalizzazione e migliorare la qualità dei servizi e dei percorsi di sostegno alle famiglie affidatarie in Sardegna.

Finalità

Il Tavolo regionale ha le seguenti principali finalità:

  • Aggiornare le linee guida regionali sull’affido familiare, adeguandole ai mutati bisogni sociali e alle più recenti normative nazionali sulla continuità affettiva del minore.
  • Promuovere un quadro programmatico coerente per l’organizzazione delle attività di affido nei territori, favorendo la continuità del progetto di vita dei minori.
  • Rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari, sociali, educativi e giudiziari, con una regia capace di coordinare tutti gli attori coinvolti (Tribunale per i Minorenni, Procure, centri affido, Servizi Sociali, ASL, ecc.).
  • Promuovere il lavoro di rete e la condivisione di procedure operative, per garantire percorsi di affido più efficaci e tempestivi su tutto il territorio regionale.

Composizione

  • rappresentanti della Regione Sardegna e della Direzione generale delle Politiche sociali;
  • il coordinamento regionale degli Ambiti PLUS;
  • rappresentanti delle associazioni del terzo settore attive nell’affido;
  • ANCI Sardegna;
  • componenti dell’Autorità giudiziaria, inclusi Giudice tutelare, Tribunale e Procure per i minorenni;
  • Ufficio scolastico regionale;
  • rappresentanti dei consultori familiari;
  • la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza;
  • rappresentanti degli ordini professionali (assistenti sociali, psicologi, pedagogisti).

Finanziamento FNPS

Annualità Stanziamento
2024 595.224,76
2025 595.224,76
2026 595.224,76

 

Normativa

L’affido è disciplinato sia a livello nazionale sia regionale, con norme che ne regolano finalità, modalità operative e sostegno alle famiglie affidatarie.

L. 4 maggio 1983, n. 184 “Diritto del minore ad una famiglia”. Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori

L. 28 marzo 2001, n. 149 “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori” Modifiche alla L. 184/1983

L. 19 ottobre 2015, n. 173 “Continuità affettiva” Modifiche alla L. 184/1983

D.lgs del 10 ottobre 2022, n. 149 “Legge Cartabia”

Linee guida nazionali sull’affidamento familiare approvate con l’Accordo in Conferenza unificata Governo- Regioni/Province autonome, 25 ottobre 2012, n. 123/CU. Accordo, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali sul documento recante “Linee di indirizzo per l’affidamento familiare”.

Legge Regionale 23 dicembre 2005, n. 23  “Sistema integrato dei servizi alla persona”

Deliberazione della Giunta Regionale n. 22/31 del 23 aprile 2025  Avvio percorso per la definizione di linee di indirizzo regionali sull’affidamento familiare dei minori.

Documenti

Determinazione n. 1103/27469 dell’11 settembre 2025 – Avviso pubblico per l’acquisizione di manifestazioni di interesse finalizzate all’individuazione di enti del terzo settore quali componenti del tavolo di lavoro congiunto, di cui alla DGR 22/31 del 23 aprile 2025, per l’avvio di un percorso volto alla definizione di linee di indirizzo regionali sull’affidamento familiare dei minori. Presa d’atto.

Determinazione n. 1167/28701 del 22 settembre 2025 – Tavolo di lavoro congiunto per la definizione di nuove linee di indirizzo regionali sull’affido familiare dei minori di cui alla DGR 22/31 del 23 aprile 2025. Istituzione tavolo e nomina componenti.

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento

29 Aprile, 2026