Ritornare a casa PLUS

È una linea d’intervento finalizzata a favorire la permanenza nel proprio domicilio della persona in situazione di grave non autosufficienza, evitando il rischio di istituzionalizzazione. Il programma, finanziato con risorse regionali e nazionali, assicura un sistema uniforme di accesso agli interventi assistenziali, prevedendo il coinvolgimento attivo dei beneficiari degli interventi, la presa in carico attraverso i punti unici di accesso, la valutazione multidimensionale, la definizione del budget di progetto e la predisposizione del programma personalizzato.

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In cosa consiste l’intervento?

Il programma “Ritornare a casa plus”, gestito unitariamente dagli enti gestori degli Ambiti PLUS e dai Comuni, è finalizzato a favorire la permanenza nel proprio domicilio di persone in situazione di grave non autosufficienza e si articola in sei livelli assistenziali (livello assistenziale dimissioni protette; livello assistenziale base A; livello assistenziale base B; livello assistenziale primo; livello assistenziale secondo; livello assistenziale terzo).

Ciascun livello assistenziale ha un proprio budget di spesa rapportato allo specifico bisogno rilevato a seguito della valutazione multidimensionale del beneficiario.

Il programma mira a sostenere la persona e la sua famiglia garantendo l’acquisizione di servizi professionali di assistenza domiciliare e l’attività di cura del caregiver familiare (ad eccezione del livello assistenziale dimissioni protette per il quale è prevista unicamente l’acquisizione di servizi di assistenza domiciliare).

I servizi professionali di assistenza domiciliare sono assicurati da personale in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. iscrizione nei registri degli assistenti familiari istituiti presso gli Ambiti PLUS;
  2. qualifica professionale di addetto all’assistenza di base, di operatore tecnico assistenziale dedicato esclusivamente all’assistenza diretta della persona, di operatore sociosanitario;
  3. frequenza, con esito positivo, di un corso di formazione professionale teorico-pratico relativo all’area dell’assistenza alla persona;
  4. possesso di una esperienza lavorativa di almeno sei mesi nel campo della cura domiciliare alla persona con regolare assunzione documentata.

La misura può anche prevedere l’acquisizione di interventi di sostegno psico-socioeducativo, di servizi di sollievo (sostituzione temporanea degli assistenti familiari in occasione di ferie, malattia e maternità ed emergenze temporanee diurne e notturne, inserimenti in centri diurni e semiresidenziali), di servizi di supporto come l’assistenza gestionale, legale e amministrativa alle famiglie per l’espletamento degli adempimenti.

Il livello assistenziale dimissioni protette sostiene e supporta il passaggio dall’ambiente ospedaliero o similare ad un ambiente di cura di tipo familiare, favorendo il rientro delle persone in dimissioni protette presso la propria abitazione di residenza, ovvero, per le persone senza dimora, presso strutture di accoglienza.

 

A chi è rivolta la misura?

I destinatari della misura sono persone non autosufficienti che presentano le condizioni sociosanitarie previste dalle linee di indirizzo approvate con deliberazione della Giunta Regionale n. 1/28 del 6 gennaio 2026 e articolate secondo i diversi livelli assistenziali sopra elencati.

Il finanziamento riconoscibile per il progetto deve essere rapportato al bisogno assistenziale rilevato e alla situazione economica del beneficiario in ragione del valore dell’ISEE sociosanitario, come specificato nelle linee di indirizzo.

Cosa è necessario fare per richiedere il beneficio?

In caso di prima attivazione del progetto, la richiesta corredata dalla relativa certificazione sanitaria è inoltrata dal destinatario del progetto, da un suo familiare o delegato, dal tutore o amministratore di sostegno, al Comune di residenza o Punto unico di accesso (PUA) che la trasmette all’ente gestore dell’Ambito PLUS.

L’ente gestore dell’ambito PLUS, accertata la disponibilità di risorse finanziarie, trasmette la richiesta all’Unità di valutazione territoriale (UVT) della ASL territorialmente competente per la valutazione delle condizioni sociosanitarie rispetto ai criteri fissati nelle linee d’indirizzo. Le UVT delle ASL in caso di valutazione positiva approvano il progetto individuando il livello di intensità assistenziale più adeguato e comunicano gli esiti della valutazione al Comune di residenza e all’ente gestore dell’Ambito PLUS per l’attivazione del progetto.

I progetti già attivati verranno rinnovati automaticamente, previa presentazione al Comune di residenza dell’ISEE sociosanitario aggiornato, salvo interruzione per rinuncia o decesso del destinatario.

Per tutti i chiarimenti operativi è necessario rivolgersi al servizio sociale professionale del Comune di residenza.

Eventuali scadenze fissate per la partecipazione

Non sono previste scadenze specifiche per la presentazione della domanda. L’attivazione del progetto, tuttavia, è subordinata alla disponibilità di risorse finanziarie da parte dell’Ambito PLUS. Tutti i progetti di rinnovo e di prima attivazione, ad eccezione del livello dimissioni protette, si concludono il 31 dicembre di ciascun anno.

Risorse finanziarie

L’attuazione dell’intervento prevede prioritariamente il rinnovo dei progetti già attivi al 31 dicembre dell’anno precedente, ad esclusione del livello assistenziale dimissioni protette, nei limiti della disponibilità di risorse dello stanziamento regionale.

Assicurato il rinnovo dei progetti, le risorse finanziarie ancora disponibili dovranno essere utilizzate per l’attivazione delle nuove progettualità e per i mutamenti di livello assistenziale.

Riferimenti normativi

Deliberazione della Giunta regionale n. 1/28 del 14/01/2026 recante: Programma “Ritornare a casa plus” linee di indirizzo annualità 2026 – 2027.

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