Il progetto MARIPOSA in collaborazione con il CNR
Il progetto MARIPOSA nasce dalla convenzione tra la Regione Autonoma della Sardegna e il CNR-IRPPS. L’obiettivo è dotare il territorio di un sistema continuo di monitoraggio, analisi e valutazione delle reti antiviolenza, al fine di misurare l’efficacia delle politiche pubbliche, orientare la programmazione futura e garantire un supporto sempre più strutturato alle donne vittime di violenza.
L’esigenza di raccogliere ed elaborare dati strutturati sul fenomeno della violenza di genere è una priorità sancita dalla Convenzione di Istanbul e dai Piani strategici nazionali. Per rispondere a questa necessità, la Regione Autonoma della Sardegna ha approvato, con la deliberazione n. 35/18 del 25 ottobre 2023, una convenzione operativa con il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (CNR-IRPPS).
La stipula formale dell’accordo triennale, avvenuta il 4 dicembre 2023, ha segnato la nascita ufficiale del progetto MARIPOSA (acronimo di MonitorAggio e valutazione degli inteRventI di PrevenziOne e contraSto alla violenzA contro le donne). L’obiettivo primario di questa iniziativa è dotare la Regione Sardegna di un sistema continuo di misurazione dei risultati per calibrare la programmazione futura e per dare conto alla cittadinanza e agli stakeholder delle risorse impiegate e dei risultati raggiunti.
Il progetto si sviluppa attraverso tre macro-azioni fondamentali: descrivere il fenomeno e le caratteristiche dei servizi, analizzare il funzionamento del sistema regionale e valutare le politiche pubbliche.
Il lavoro di ricerca, avviato nel gennaio del 2024, si articola, quindi, nelle seguenti linee di attività:
- Monitoraggio regionale dei centri per uomini autori di violenza (CUAV).
- Analisi della funzionalità operativa del sistema d’offerta territoriale dei servizi specialistici e generali attivi nell’ambito della prevenzione e nel contrasto della violenza di genere.
- Valutazione del Reddito di Libertà (di cui alla L.R. 33/2018).
Nel dicembre del 2025, nel pieno rispetto del cronoprogramma, il CNR-IRPPS ha concluso le prime due linee di attività, trasmettendo la relativa documentazione finale. I risultati di questa prima fase di ricerca sono racchiusi in due documenti:
- Il rapporto di ricerca “La rete antiviolenza in Sardegna. Attori, funzioni, configurazioni”;
- Il rapporto di ricerca “I servizi specializzati antiviolenza in Sardegna. Traiettorie, pratiche e relazioni di rete”.
Il rapporto “La rete antiviolenza in Sardegna. Attori, funzioni, configurazioni” offre un’analisi quantitativa del sistema di relazioni della rete regionale di contrasto alla violenza di genere, applicando la Social Network Analysis (SNA). L’obiettivo è mappare e misurare le relazioni, sia formali che informali, tra i servizi specializzati (Centri Antiviolenza e Centri per Uomini Autori di Violenza) e gli attori locali pubblici, privati e del Terzo settore.
I risultati ottenuti sono principalmente strutturali e descrivono “la forma” della rete.
Per i CAV emerge che il sistema si fonda in gran parte su collaborazioni informali che rappresentano il 49% delle interazioni complessive. Dal punto di vista organizzativo, la rete si regge su un modello “core-periphery” (centro-periferia): i centri più strutturati e interconnessi (il core) concentrano le risorse infrastrutturali e il sapere specialistico, mettendoli a disposizione dell’intero sistema. Questo assetto rappresenta un essenziale meccanismo di compensazione territoriale: i centri più piccoli o geograficamente isolati (periphery) riescono a garantire una risposta concreta e sicura alle vittime grazie al supporto, alle dotazioni materiali e alle competenze dei nodi centrali. L’analisi evidenzia, tuttavia, una forte criticità nell’attivazione della rete quando si tratta di supportare l’empowerment e l’indipendenza socioeconomica delle donne.
Le reti dei CUAV presentano dimensioni più contenute e caratterizzate da relazioni prevalentemente ancorate al sistema penale-giudiziario. In questo ambito le interazioni appaiono fortemente formalizzate attraverso protocolli operativi (come il Protocollo Zeus) e procedure vincolanti con le Forze dell’Ordine, i Tribunali e con l’UEPE.
Infine, la cooperazione diretta tra CAV e CUAV nei percorsi di presa in carico risulta ancora limitata e complessa. Questa debolezza evidenzia la difficoltà di trovare un equilibrio tra l’esigenza di condividere le informazioni e la rigorosa tutela della sicurezza delle vittime.
La ricerca presentata nel rapporto “I servizi specializzati antiviolenza in Sardegna. Traiettorie, pratiche e relazioni di rete” si fonda su un approccio metodologico qualitativo, che si è avvalso di interviste in profondità e focus group che hanno coinvolto 12 CAV e 3 CUAV sardi. L’indagine si concentra sulle dinamiche organizzative interne, sui modelli teorici e sulle prassi quotidiane di operatrici e operatori. I risultati esplorano le origini storiche dei centri (evidenziando ad esempio le differenze tra CAV di matrice femminista e centri di matrice pubblica) e analizzano nel dettaglio le metodologie di presa in carico, dalle modalità di colloquio fino al complesso dibattito sull’opportunità del cosiddetto “contatto partner” all’interno dei CUAV. Lo studio descrive, inoltre, le criticità operative vissute quotidianamente sul campo: dalle difficoltà legate all’isolamento geografico, che ostacola la mobilità delle donne, alle problematiche riscontrate nel rapporto con i tribunali e i servizi sanitari. A queste sfide si aggiunge la complessa gestione delle “fragilità multiple” (come dipendenze o disagi psichici) che mettono a dura prova la tenuta della rete. Il report conferma qualitativamente che il sistema si regge ampiamente su prassi informali e legami di fiducia reciproca, consolidati nel tempo anche grazie a progetti regionali di formazione congiunta, come il progetto SOStenere in rete. Infine, lo studio ribadisce la debolezza delle relazioni dirette tra CAV e CUAV e sottolinea come i CUAV, in quanto servizi di più recente istituzionalizzazione, fatichino ancora a superare diffidenze e pregiudizi sociali per ottenere un pieno e maturo riconoscimento sul territorio.
Deliberazione della Giunta regionale n. 27/41 del 10 agosto 2023 “Convenzione con il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), avente ad oggetto la raccolta dati per il monitoraggio e la valutazione delle politiche e delle misure destinate a prevenire e contrastare la violenza e discriminazione di genere – annualità 2023. Approvazione preliminare.”
Deliberazione della Giunta regionale n. 35/18 del 25 ottobre 2023 “Convenzione con il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), avente ad oggetto la raccolta dati per il monitoraggio e la valutazione delle politiche e delle misure destinate a prevenire e contrastare la violenza e discriminazione di genere – annualità 2023. Approvazione definitiva.”
Deliberazione della Giunta regionale n. 23/33 del 13 maggio 2026 “Convenzione con il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) in merito alla raccolta dati per il monitoraggio e la valutazione delle politiche e delle misure destinate a prevenire e contrastare la violenza e discriminazione di genere. Presa d’atto e approvazione dei rapporti di ricerca realizzati nell’ambito del Progetto di monitoraggio, analisi e valutazione degli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne in Sardegna (Progetto MARIPOSA).”
Ultimo aggiornamento
20 Maggio, 2026