Indennità regionale fibromialgia (IRF)

È una linea d’intervento regionale che ha come beneficiari i cittadini residenti in Sardegna affetti dalla sindrome fibromialgica, detta anche fibromialgia, malattia reumatica complessa e debilitante che interessa circa due milioni di italiani e insorge prevalentemente nelle persone di sesso femminile in età adulta.

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A chi è rivolta la misura?

L’intervento è stato istituito in via sperimentale nel 2023 dalla Regione Sardegna con la Legge Regionale n. 5 del 18 gennaio 2019 come modificata dall’art. 12 della Legge Regionale n. 22 del 12 dicembre 2022.

Al termine del periodo sperimentale, a decorrere dall’anno 2026, secondo le previsioni della legge regionale 21 novembre 2024, n. 18, art. 1, comma 9, l’IRF è erogata nella forma di un contributo annuale per il rimborso delle spese da destinare a interventi di carattere sanitario, qualora non coperti da servizio sanitario regionale, socio-sanitario e di cura alla persona, soggette a rendicontazione, pari a un massimo di euro 800, in relazione alle disponibilità del bilancio regionale. Le spese ammissibili sono elencate nelle linee di indirizzo per l’attuazione della misura.

È rivolto ai soggetti affetti dalla sindrome fibromialgica (o fibromialgia) che possono presentare la domanda per ottenere il contributo se in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere residenti in un comune della Sardegna;
  • essere in possesso della certificazione medica attestante la diagnosi di fibromialgia. La stessa deve riportare una data non successiva al 30 aprile dell’anno in cui si presenta la domanda, e deve essere rilasciata da un medico specialista (non medico di medicina generale) abilitato all’esercizio della professione, iscritto all’albo, sia dipendente pubblico che convenzionato che libero professionista;
  • non beneficiare di altra sovvenzione pubblica per la stessa finalità.

Qual è l’ammontare del beneficio economico?

L’IRF è erogata nella forma di un contributo annuale per il rimborso delle spese da destinare a interventi di carattere sanitario, qualora non coperti da servizio sanitario regionale, socio-sanitario e di cura alla persona, soggette a rendicontazione, pari a un massimo di euro 800, in relazione alle disponibilità del bilancio regionale.

L’importo del sostegno economico è rapportato alla situazione economica del beneficiario misurata in ragione delle seguenti soglie di ISEE sociosanitario:

  • ISEE fino a 15.000,00 euro: finanziamento progetto senza decurtazione
  • ISEE compreso fra 15.001 e 25.000 euro: finanziamento del progetto decurtato del 5%
  • ISEE compreso fra 25.001 e 35.000 euro: finanziamento del progetto decurtato del 10%
  • ISEE compreso fra 35.001 e 40.000 euro: finanziamento del progetto decurtato del 25%
  • ISEE compreso fra 40.001 e 50.000 euro: finanziamento del progetto decurtato del 35%
  • ISEE compreso fra 50.001 e 60.000 euro: finanziamento del progetto decurtato del 50%
  • ISEE compreso fra 60.001 e 80.000 euro: finanziamento del progetto decurtato del 65%
  • ISEE oltre 80.000 euro: finanziamento del progetto decurtato dell’80%

L’importo dell’indennità riconoscibile, qualora si rendesse necessario, verrà rideterminato in diminuzione proporzionale per il rispetto del limite fissato dallo stanziamento annuale del bilancio regionale.

Chi gestisce la misura

L’ attuazione dell’intervento è affidata ai Comuni di residenza, che predispongono e pubblicano l’avviso annualmente, curando di dare la più ampia pubblicità e diffusione all’iniziativa, allegando un modello di richiesta del contributo al fine di agevolare la richiesta dell’indennità.

I Comuni entro il 30 giugno di ogni anno provvedono alla trasmissione dei dati delle domande presentate dai cittadini, opportunamente resi anonimi, alla Direzione generale delle Politiche Sociali, tramite il sistema informativo SIPSO.

Cosa è necessario fare per richiedere il beneficio?

I cittadini in possesso dei requisiti previsti possono presentare al proprio Comune di residenza la domanda di concessione dell’indennità entro il 30 aprile di ogni anno. La domanda deve essere accompagnata dall’attestazione ISEE e dalla certificazione medica attestante la sindrome fibromialgica.

Per coloro che hanno beneficiato del contributo nell’anno precedente, sarà considerata valida la domanda già presentata e la certificazione medica già in possesso dell’ente, fermo restando l’obbligo di comunicare al comune l’eventuale sopravvenuta perdita dei requisiti per l’accesso alla misura. Resta obbligatoria la presentazione dell’ISEE annuale.

I contributi vengono quantificati ed erogati agli aventi diritto dal comune di residenza, che gestisce l’intervento nei limiti delle risorse assegnate.

Attuazione della misura

Nel triennio appena trascorso la misura ha interessato un elevato numero di cittadini, coinvolgendo i Comuni dell’intero territorio regionale.  Il dettaglio è riportato nella tabella seguente:

 

Anno N° beneficiari N° Comuni Risorse trasferite ai Comuni
Importo in € Atto di liquidazione
2023 6.396 356 5.117.600 n.2045 del 06.11.2023, n.2373 del 14.12.2023, n.95 del 30.01.2024
2024 9.392 370 7.519.200 n.1142 del 25.10.2024, n.1694 del 19.12.2024, n. 145 del 30.01.2025
2025 11.023 369 7.782.320 n.1720 del 01.12.2025

Fonte: SIPSO – dati amministrativi

 

Normativa

Legge regionale 11 settembre 2025, n.24, art.9 co. 13-14-15 Assestamento di bilancio 2025-2027

Legge regionale 29 aprile 2025, n.11 Modifiche all’articolo 7-bis della legge regionale 18 gennaio 2019, n. 5 (Disposizioni per il riconoscimento, la diagnosi e la cura della fibromialgia)

Legge regionale 21 novembre 2024, n. 18, art. 1, comma 9

Legge regionale 18 settembre 2024, n. 13, art.6, comma 13

Legge Regionale 23 ottobre 2023 n. 9 art 47

Legge Regionale 12 dicembre 2022, n. 22

Legge Regionale 18 gennaio 2019, n. 5

Deliberazione della Giunta Regionale n. 23/38 del 13 maggio 2026

Linee di indirizzo (allegate alla DGR n. 23/38 del 13 maggio 2026)

 

Documenti

Ulteriori informazioni

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